
La donna gira la schiena al suo compagno e può sedersi su di lui poggiandosi sui piedi o mettendo le ginocchia sui due lati delle anche del compagno, quest'ultima posizione favorisce un'ampia stimolazione.
* Posizione che offre all'uomo un angolo di vista eccezionale sulla penetrazione e un panorama molto eccitante sui glutei ed la vagina della sua compagna.
* Grande ampiezza di movimenti (soprattutto nella versione inginocchiata) per dare un grande piacere all'uomo e portarlo rapidamente all'orgasmo.
* La donna può facilmente fantasticare su partners immaginari.
* L'angolo di penetrazione può essere poco confortevole per alcuni uomini.
Recita un vecchio adagio calabrese - fatto proprio anche dalle organizzazioni mafiose - che ''U cumandari è cchiù bellu du futtiri''. Ma fino ad oggi non si aveva conoscenza di un interesse specifico dei boss mafiosi per la vita sessual-sentimentale dei loro ''picciotti''. Né di comunicazioni ufficiali in tal senso. Quanto invece emerge da alcuni pizzini, scritti dal boss mafioso Sandro Lo Piccolo e pubblicati dal quotidiano La Repubblica, cambia radicalmente lo scenario. La mafia ha, in qualche modo, scoperto il kamasutra.
Lo Piccolo, 32 anni, dispensa veri e propri consigli erotici ai suoi ''sottoposti''. ''Adoratissimo amicone del mio cuore - scrive - mi appresto con gioia a rispondere alla tua del 20 settembre. Le avventure erotiche, come tu osi chiamarle, sono una filosofia... o è solamente una filosofia quella di lingua e dito, che tutti quelli come te vi ci rifugiate?''. Seguiva sentenza: ''Bello mio, la donna preferisce altro. Mi dispiacerebbe tanto se tu le lasciassi insoddisfatte''. NEl seguito del pizzino, poi, Lo Piccolo paralava di estorsioni e appalti. Ma non disdegnava ritorni sul tema, in altri pizzini: ''Tutto Buono e Benedetto. Solo io non scopo più. Divertiti e non ne lasciare nessuna".
Pare anche che il boss avesse successo con le donne: ''Continui a rubarmi l'amore'', gli scriveva una ragazza, mentre un'altra giurava: ''Non faccio nulla per mettermi in mostra, al lavoro vado con jeans e scarpe da tennis. Ma ho diversi colleghi che mi fanno il filo, uno ha perso la testa. Però non preoccuparti". E persino il primo amore gli scriveva: ''La mia vita è stata un calvario da quando me ne sono andata per dimenticarti, sposandomi con uno che non amavo''. Lui rispondeva: ''Ti amo. Vedi? Disgraziata, sei riuscita a farmi sbottonare''. E si preoccupava della sua immagine pubblica: ''Perdo molto in quella foto che mettono sui giornali''. Nessun dubio sulla sua carriera criminale, o sul fatto che a vent'anni avesse già compiuto due omicidi. ''U cumandari'', per i boss, è ora importante come ''u futtiri''.
La posizione dell’altalena