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StranieriInItalia
Settori di Intervento e relative priorità.

L'archivio storico sull'emigrazione.(1998)

Interventi a favore degli immigrati, Art.8:
Programmi annuali degli interventi
Diritti all'abitazione, formazione, riqualificazione e aggiornamento professionale, integrazione, identità culturale e interculturalità; servizi sanitari; corsi di lingua e cultura italiana; difensore civico; assistenza legale; ricerca, documentazione e informazione sull'immigrazione; promozione del associazionismo.

Note all'art.12 comma 4:
-Il testo dell'art. 9 della legge 943/1986 (si veda la nota all'art 3, comma 2, lett. a) è il seguente:

"9.- 1. I lavoratori italiani ed extracomunitari possono chiedere il riconoscimento di titoli di formazione professionale acquisiti all'estero; in assenza di accordi specifici, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentita la commissione centrale per l'impiego, dispone condizioni e modalita di riconoscimento delle qualifiche per singoli casi. Il lavoratore extracomunitario può inoltre partecipare, a norma dell'art 2, terzo comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, a tutti i corsi di formazione e di riqualificazione programmati nel territorio della Reppublica.

2. Al fine di favorire l'integrazione nella comunità italiana dei lavoratori extracomunitari e delle loro famiglie, le regioni promuovono appositi corsi di lingua e cultura italiana. Le regioni favoriscono inoltre la partecipazione dei lavoratori extracomunitari a corsi di formazione e di inserimento al lavoro.

5. Analogamente a quanto disposto per i figli dei lavoratori comunitari e per i figli degli emigrati italiani che tornano in Italia sono attuati specifici insegnamenti integrativi, nella lingua e cultura di origine".

"2. Attività di cooperazione. - 1. L'attività di cooperazione allo sviluppo é finanziata a titolo gratuito e con crediti a condizioni particolarmente agevolate. Essa può essere svolta sul piano bilaterale, multilaterale e multibilaterale.

3. Nell'attività di cooperazione rientrano:
a) l'elaborazione di studi, la progettazione, la fornitura e costruzione di impianti, infrastrutture, attrezature e servizi, la realizzazione di progetti di sviluppo integrati e l'attuazione delle iniziative anche di carattere finanziario atte a consentire il conseguimento delle finalità di cui all'articolo 1;

b) la partecipazione, anche finanziaria, all'attività e al capitale di organismi, banche e fondi internazionali, impegnati nella cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, nonché nell'attività di cooperazione allo sviluppo della Comunità economica europea;

f) l'attuazione di interventi specifici per migliorare la condizione femminile e dell'infanzia, per promuovere lo sviluppo cultuale e sociale della donna con la sua diretta partecipazione;

i) la realizzazione di interventi in materia di ricerca scientifica e tecnologica ai fini del trasferimento di tecnologie appropriate nei Paesi di sviluppo;

5. Le regioni, le province autonome e gli enti locali possono avanzare proposte in tal senso alla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo di cui all'articolo 10. Il comitato direzionale di cui all'articolo 9, ove ne ravvisi l'opportunità, autorizza la stipula di apposite convnezioni con le suddette strutture pubbliche".

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Stratto da "Bolettino ufficiale della Regione Umbria. Pag dal 465 al 472 del 18-4-1990".

Sbarca il laboratorio.
Objettivo: attivare una stretta collaborazione fra, residenti e non, finalizzata al progetto quartire per stranieri in italia, per migliorare la qualità urbana & tecnologica.
Privilegiare la ricerca e la cultura d'impresa come strumento per interagire con il territorio in cui si opera, in un mutuo scambio di sapere e di saper fare. Un lavoratorio per la costruzione e la diffusione di un patrimonio culturale e tecnologico capace di aggregare comportamenti civili, individuali e imprenditoriali.

... un complesso lavoro di raccolta e classificazione di informazione sull'area, in base alle quale si ha elaborato una proposta di piano quadro che prevede l'inserimento di spazi e attrezzature culturali nell'area di...

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La crisi economica, l'aumento delle persone sole e dei senza tetto stanno rilanciando negli Stati Uniti la tipologia del Single room occupancy hotel, alloggi con un unico vano e servizi in comune. Che cercano di conjugare le esigenze sociali con un'accettabile qualità architettonica"

Quotidiani e telegiornali parlano sempre più spesso dei cambiamenti nelle abitudini di vita prodotti dalla crisi economica. Ma gli effeti più vistosi saranno evidenti fra qualche anno, quando le conseguenze del diminuito benessere e dell'aumento della povertà si sommeranno a quelle prodotte dai modelli sociali che si sono consolidati negli anni Settanta e Ottanta.

Tutti i casi vedono una netta prevalenza degli aspetti sociali su quelli architettonici, ma è evidente che un'autentica soluzione degli uni comporta un'autentica considerazione degli altri. Quando negli anni Venti il problema della casa era uno delle maggiori emergenze socali d'Europa, architetti come Le Corbusier o Gropius, i razionalisti olandesi e i costruttivisti sovietici misero a punto progetti fortemente innovativi, tipologie a basso costo ma di grande qualità.
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... per non dire dell'esplosivo problema degli emigrati. Il mercato edilizio non risponde alle esigenze di un'utenza così differenziata. Mà è in crisi. Per vendere occorre scovare un mercato alternativo.
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... da qui nasce l'esigenza di un'officina di quartiere che consenta la dilazionabilità degli investimenti e il costante riassetto tipologico del villaggio evolutivo: il laboratorio fa parte della struttura primaria (peraltro anch'essa a costo ridotto) e, come tale, l'industria lo monta nel quartiere, in seguito diventa la struttura portante del sistema di manutenzione. E' un suggerimento; di più, un'indicazione di rotta per sfuggire a un'insidia costante della società di massa . Quella di considerare la casa un contenitore inamovibile, un servizio da consumarsi passivamente piuttosto !
che uno specchio di se stessi e della propria cultura, una grotta plasmata dall'individuo!!!
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E assurdo lasciare all'utente indiscriminata libertà d'azione, le scelte vanno guidate, orienta, sottate al rischio dei condizionamenti pubblicitari. Solo così è possibile centrare l'objettivo: la gestione attiva, diretta, dell'abitazione.
In questo senzo il ruolo dell'arquitetto era e resta decisivo !

Non si tratta di rispolverare le tecniche dello spontaneismo romantico e tradizionalista, le tecniche del "do-it-yoursef, bensi di sperimentare nuove attrezzature, nuovi strumenti di lavoro, giacchè solo le tecnologie leggere possono essere alla portata degli abitanti.
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Schema di lavoro con uno degli utenti del quartiere.
La grande architettura vuole una grande committenza.
"La storia intera è perpetuo cambiamento", disse William Morris.
Per prevedee il futuro di una città attraverso grands projects bisogna avere fantasia e un po' di coraggio.

Sembra un'ironia della sorte che, proprio quando la città si è accorta della morte del loro centro come risultato delle espansioni verso l'esterno.

...trasmettere condizioni di vita sempre migliori!
"... la città non può essere riguardata soltanto come sede efficiente in cui si perpetuano i rapporti consueti tra istituzioni e cittadini, tra cittadini e cittadini; va riguardata anche come lo strumento più efficace per chiedere di modificare, estendere, capovolgere quei rapporti. La città allora non si limiterà ad essere il luogo nel quale si comunica.
Non si comunicano soltanto i dati acquisiti dall'esperienza passata e dalle consuetudine consolidate.
Si comunicano, si dovvrebbero comunicare, anche i desideri, le volontà di cambiare, le proposte di trasformazione."

"Solo nel momento in cui costruisce la propria casa, l'uomo conserva un'identità che dura nel tempo"