
La donna cavalca di spalle il compagno allungato sul letto. Essa guida il pene nella vagina e poi si sbilancia all'indietro prendendo appoggio sulle braccia. Può in seguito spostarsi verticalmente utilizzando le gambe.
* La donna controlla profondità e velocità di penetrazione.
* L'uomo può accarezzare liberamente il seno della compagna.
* La sensazione dei capelli della donna che accarezzano il viso dell'uomo è particolarmente piacevole e eccitante.
* Rischio di uscite involontarie del pene in caso di movimenti troppo rapidi e incontrollati.
Termine ideato alla fine del Settecento per indicare una condizione di particolare esuberanza sessuale nella donna. Per capire precisamente di cosa si tratti bisogna però comprendere il modo in cui e- ra considerata la sessualità a quell'epoca e quale fosse la condizione femminile: ciò che allora veniva considerata una gravissima malattia, probabilmente nella maggior parte dei casi consisteva solo in un sano desiderio non represso come avrebbe preteso il bon ton.
D'altra parte è risaputo che alcuni termini medici (es. "isteria", che deriva dalla parola greca per "utero") più che vere malattie descrivono i pregiudizi della classe medica. Tanto per intenderci, ancora dopo più di un secolo il dottor Krafft-Ebing, l'autore del celebre trattato Psychopathia sexualis (1886), si permetteva per esempio di citare come casi di studio a- neddoti come quello in cui "la ragazza rifiutata dal promesso sposo ha sviluppato una ninfomania fulminante che l'ha stroncata in pochi giorni".
Oggi per fortuna la ninfomania è scomparsa dai manuali di medicina perché ritenuta, semplicemente, una gran panzana. Quelli che esistono davvero sono vari disturbi psicologici che si possono manifestare sotto forma di una vera e propria compulsione per il sesso, usato in genere per confermare il proprio valore o come fuga dai problemi quotidiani. Affrontando i problemi che la generano come sintomo, anche la "ninfomania" (come il suo equivalente maschile, detto satiriasi) sparisce – ma, tranne u- na manciata di casi insoliti, non esiste alcuna causa fisiologica che generi quella condizione.
Se siete dei maschietti è probabile che leggendo le righe sopra siate rimasti delusi, ma non tutto il male viene per nuocere. Chi ha frequentato una donna affetta da sessualità compulsiva concorda infatti nel dire che il piacere della novità si esaurisca già dopo i primi giorni: in breve tempo le continue pretese di prestazioni diventano una notevole fonte d'ansia. Anche l'autostima dell'uomo precipita sottozero, e spesso l'unica carta da giocare resta la fuga.
L’unione del granchio